Pubblichiamo qui di seguito la lettera aperta alla Rai e alla Commissione parlamentare che FIMA, Federazione Italiana Media Ambientali, ha scritto rispetto
all’informazione ambientale del nostro servizio pubblico.

 

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Presidente Rai Monica Maggioni,
Direttore Generale Antonio Campo Dall’Orto,
Direzione editoriale per l’offerta informativa Carlo Verdelli,
Coordinamento editoriale palinsesti televisivi Giancarlo Leone, Direttore TGR Vincenzo Morgante,
Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi Presidente Roberto Fico
 

 

L’ambiente è sempre più al centro dell’attenzione dei cittadini e delle grandi istituzioni internazionali. Ma la Rai, il servizio pubblico, assesta un altro colpo all’informazione in questo campo. Dopo “Scala Mercalli”, che aveva ottenuto nelle due sole edizioni in cui è andata in onda lusinghieri risultati di audience, è stato cancellato infatti dal nuovo palinsesto anche “Ambiente Italia”: lo storico programma del Tgr che ha raccontato per ventisei anni il nostro paese calandosi nei territori per coglierne, insieme alle comunità locali, i problemi e le eccellenze, i casi di cattiva gestione del patrimonio comune e le molte esperienze d’impegno civico, gli attacchi alla legalità che producono spesso deturpazione del paesaggio e rischio sanitario, i molti casi d’inquinamento ancora oggi presenti ma anche i processi economici e le politiche virtuose che puntano a proteggere e valorizzare le risorse naturali e culturali che tutto il mondo ci invidia.

Come operatori dell’informazione e della comunicazione, come cittadini, associazioni, imprenditori impegnati nei molteplici settori ambientali, come amministratori che hanno a cuore il benessere dei cittadini ci chiediamo, e chiediamo alla Rai e alla Commissione, la ragione di queste soppressioni. Soprattutto vogliamo aprire una discussione pubblica su quale sia la visione della Rai e gli eventuali progetti alternativi per formare e informare la cittadinanza su temi tanto strategici e significativi, come dovrebbe avvenire nello spirito del servizio pubblico.

Proprio mentre il governo italiano si prepara a ratificare l’Accordo di Parigi sul clima, sulla scorta di quanto compiuto già da diversi governi mondiali, questa maniera di procedere ci sembra quanto mai sbagliata e controproducente. Le trasmissioni dedicate all’ambiente, alla cultura, alla solidarietà e alla costruzione del senso civico, alla divulgazione scientifica e naturalistica non vanno cancellate ma rafforzate e sostenute perché raggiungano un pubblico sempre più ampio.

Rivolgiamo perciò un appello ai vertici della Rai perché “Scala Mercalli” e “Ambiente Italia” siano prontamente ripristinate e dotate di mezzi adeguati per compiere la propria missione. Chiediamo inoltre all’azienda di ripensare le proprie politiche editoriali investendo in innovazione e portando una tematica d’interesse generale come l’ambiente, oltre che nei programmi specialistici, in maniera trasversale nei palinsesti.

 

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